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Nuovi regolamenti sui requisiti dei partecipanti al capitale di banche e intermediari: la consultazione del MEF – Financial Services

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Il Dipartimento del Tesoro ha avviato la consultazione pubblica
su due schemi di regolamento relativi ai requisiti di
onorabilità e i criteri di competenza e correttezza dei
partecipanti al capitale degli enti creditizi e delle imprese di
investimento, come previsto, rispettivamente, dal Testo unico
bancario (“TUB”, e tale schema, il
Regolamento TUB”) e dal Testo unico
della finanza (“TUF”, tale schema, il
Regolamento TUF” e, insieme al
Regolamento TUB, i “Regolamenti
Partecipanti
”).

I due schemi di regolamento hanno ad oggetto i requisiti dei
partecipanti al capitale rispettivamente, (i) di banche,
intermediari finanziari (ossia gli intermediari iscritti
all’albo di cui all’art. 106 del TUB), istituti di
moneta elettronica e istituti di pagamento, (ii) di SGR, SIM (fatta
eccezione per le cosiddette SIM di Classe 1, che sono equiparate
alle banche), SICAV e SICAF. Si tratta di requisiti e criteri che
sostanzialmente rispondono agli Orientamenti comuni per la
valutazione prudenziale di acquisizioni e incrementi di
partecipazioni qualificate nel settore finanziario, emanati
congiuntamente dalle Autorità europee di vigilanze nel
settore bancario, assicurativo e finanziario (rispettivamente,
EBA, EIOPA ed ESMA), pur non ricalcandoli integralmente, né
tanto meno esaurendoli. 

Una volta approvati e pubblicati, i regolamenti sostituiranno il
decreto del Ministero del tesoro n. 144/1998 (il “D.M.
144”) sui requisiti di onorabilità dei partecipanti al
capitale delle banche e il decreto del Ministero del tesoro n.
469/1998 (il “D.M. 469”) sui requisiti di
onorabilità dei partecipanti al capitale delle SIM, delle
SGR e delle SICAV.

* * *

Con riferimento al Regolamento TUB, l’art. 25 del TUB,
modificato in recepimento della CRD IV, prescrive che gli
acquirenti di partecipazioni qualificate (ossia, almeno pari al
10%) nel capitale delle banche, o comunque tali da consentire
un’influenza notevole sulla gestione delle banche
interessate, debbano possedere requisiti di onorabilità e
soddisfare criteri di competenza e correttezza in modo da garantire
la sana e prudente gestione della banca. L’attuale D.M. 144
si limita a indicare requisiti di onorabilità senza trattare
quelli di correttezza e competenza; il Regolamento TUB, in
esecuzione della normativa sopra menzionata, disciplina anche tali
requisiti aggiuntivi estendendo, in parte, l’applicazione dei
criteri “fit & proper” previsti per gli
esponenti aziendali anche ai detentori di partecipazioni.

In sintesi, per quanto riguarda il requisito della
onorabilità, questo non ricorre qualora:

(a) il partecipante al capitale sia stato condannato con
sentenza definitiva: (i) a pena detentiva (non inferiore a un anno
nel caso sentenza definitiva su richiesta delle parti oppure a
seguito di giudizio abbreviato) per una serie di reati quali, tra
gli altri, quelli in materia societaria, fallimentare, bancaria,
finanziaria, assicurativa, di servizi di pagamento,
antiriciclaggio, degli intermediari abilitati ai servizi di
investimento e di gestione collettiva del risparmio, di mercati, di
appello al pubblico risparmio, di terrorismo, di associazioni per
delinquere o di stampo mafioso e per truffa; (ii) alla reclusione,
per un tempo non inferiore a un anno, per un delitto contro la
pubblica amministrazione, contro la fede pubblica, contro il
patrimonio o in materia tributaria; (iii) alla reclusione, per un
tempo non inferiore a due anni, per un qualunque delitto non
colposo;

(b) il partecipante al capitale sia stato sottoposto a misure di
prevenzione disposte dall’Autorità giudiziaria ai
sensi della normativa anti-mafia.

Ove persona giuridica, i requisiti di onorabilità sopra
sintetizzati devono essere posseduti dagli amministratori e dal
direttore generale.

Per quanto riguarda il nuovo requisito della correttezza nelle
condotte personali e professionali pregresse, il Regolamento TUB
elenca una serie di circostanze che dovranno essere prese in
considerazione ai fini della valutazione della soddisfazione del
requisito quali, tra le altre: 

(a) condanne penali irrogate con sentenze anche non definitive
per reati nelle materie sopra indicate in relazione al requisito di
onorabilità, così come indagini e procedimenti penali
in corso per tali reati;

(b) sentenze definitive di condanna al risarcimento dei danni o
sanzioni amministrative per atti compiuti nello svolgimento di
incarichi in soggetti operanti nei settori bancario, finanziario,
dei mercati e dei valori mobiliari, assicurativo e dei servizi di
pagamento;

(c) dichiarazione di fallimento o liquidazione giudiziale,
oppure svolgimento di incarichi in imprese soggette a tali
procedure o liquidazione coatta amministrativa;

(d) sospensione, radiazione o cancellazione da albi, elenchi e
ordini professionali;

(e) provvedimenti di decadenza o cautelari disposti dalle
Autorità di vigilanza o su istanza delle stesse o
provvedimenti di rimozione, sempre nelle materie bancarie,
assicurative e finanziarie;

(f) valutazioni negative da parte di un’Autorità
amministrativa in merito all’idoneità del partecipante
al capitale nell’ambito di procedimenti di autorizzazione
previsti dalle disposizioni in materia societaria, bancaria,
assicurativa e finanziaria nonché valutazioni negative sul
partecipante contenute nella Centrale dei Rischi.

Qualora il partecipante sia una persona giuridica, le
circostanze sopra indicate sono valutate in relazione agli
esponenti con incarichi esecutivi nonché in relazione alla
stessa persona giuridica quando si tratti di sanzioni ai sensi del
D. Lgs. 231/2001, di sanzioni amministrative o di valutazioni
negative di cui alla precedente lettera (f).

L’art. 5 del Regolamento TUB precisa che il verificarsi di
una o più delle situazioni sopra indicate non comporta
automaticamente l’inidoneità del partecipante al
capitale per carenza del requisito della correttezza, ma richiede
una valutazione da condurre avendo riguardo ai principi di sana e
prudente gestione, nonché alla salvaguardia della
reputazione dell’intermediario e della fiducia del pubblico.
Vengono quindi elencati dei parametri in base ai quali tali
circostanze dovranno essere valutate quali, a titolo
esemplificativo, la gravità oggettiva dei fatti, la
frequenza dei comportamenti, la fase del procedimento giudiziario o
amministrativo, il tempo trascorso (di regola, non eccedente i
dieci anni) ed eventuali condotte riparatorie. È precisato,
infine, che il criterio di correttezza non è soddisfatto
quando una o più di tali situazioni delineano un quadro
grave, preciso e concordante su condotte che si pongono in
contrasto con gli obiettivi e i principi sopra indicati.

Con riferimento al nuovo requisito della competenza, questo
viene definito come l’idoneità a gestire
partecipazioni qualificate nel capitale
dell’intermediario.

A tal fine, si tiene conto (a) della competenza generale
maturata nell’acquisizione e gestione di partecipazioni in
società e (b) della competenza specifica in materia
creditizia, finanziaria, mobiliare o assicurativa, che può
essere maturata nell’acquisizione e gestione di
partecipazioni o nell’attività di amministrazione e
direzione negli stessi settori. Qualora il partecipante sia una
persona giuridica, i criteri devono essere soddisfatti dagli
esponenti con incarichi esecutivi.

Anche con riferimento al requisito della competenza vengono
forniti alcuni criteri di valutazione quali, a titolo
esemplificativo, l’ammontare della partecipazione e il grado
di influenza nella gestione, le caratteristiche
dell’intermediario e le attività svolte negli ambiti
settoriali sopra indicati. La valutazione è inoltre limitata
alla competenza cosiddetta generale qualora il partecipante non
intenda o non possa esercitare un’influenza notevole, come
definita nelle disposizioni emanate ai sensi del TUB.

Inoltre, salvi i casi in cui sussistano elementi che, tenuto
conto dei parametri di cui sopra, incidano sulla capacità
del soggetto di detenere una partecipazione qualificata
nell’intermediario, il criterio di competenza si considera di
per sé soddisfatto per il partecipante al capitale che
già detenga una partecipazione qualificata in una banca, in
un’impresa di assicurazione, in una SGR o in altri
intermediari indicati nel Regolamento TUB, oppure nel caso in
cui si tratti di persona fisica che riveste un incarico esecutivo
in tali soggetti o nel caso in cui lo stesso partecipante al
capitale sia uno di tali soggetti vigilati.

Si precisa, infine, che il requisito della competenza non
è soddisfatto quando le informazioni acquisite delineano un
quadro grave, preciso e concordante sulla incapacità del
soggetto di detenere una partecipazione qualificata
nell’intermediario.

* * *

Per quanto riguarda il Regolamento TUF, anch’esso è
finalizzato a sopperire alle carenze dell’attuale D.M. 469 il
quale, con riferimento ai titolari di partecipanti qualificate
(almeno pari al 10%) nel capitale sociale di SIM, SGR e SICAV,
disciplina il solo requisito di onorabilità mentre
l’art. 14 del TUF, modificato dal D. Lgs. 72/2015 in
attuazione della direttiva 2013/36/UE, prevede anche requisiti di
correttezza e di competenza. Con riferimento al contenuto, il
Regolamento TUF replica, nella sostanza e mutatis
mutandis
, le disposizioni del Regolamento TUB sopra
sintetizzate.

La consultazione per entrambi i Regolamenti Partecipanti
è aperta per commenti o osservazioni fino al 27 maggio
2022.

Ciò che emerge ad un prima disamina, oltre alla
declinazione dei due criteri aggiuntivi già previsti
nell’attuale formulazione dell’art. 25 del TUB e
dell’art. 14 del TUF, è che, mentre gli attuali D.M.
144 e D.M. 469, pur relativi al solo requisito di
onorabilità e molto risalenti nel tempo, stabiliscono
requisiti oggettivi e certi, i Regolamenti Partecipanti, in linea
con i principi stabiliti dalla legislazione comunitaria e dagli
Orientamenti comuni di EBA, EIOPA ed ESMA, ampliano l’ambito
della valutazione, con significativi margini di
discrezionalità, in capo alle Autorità di vigilanza a
livello nazionale. Tale discrezionalità è vincolata
dall’indicazione nei Regolamenti Partecipanti dei criteri
secondo i quali la valutazione dovrà essere effettuata e
motivata; tuttavia, andrà verificato in concreto come tali
criteri saranno utilizzati e declinati dalla prassi applicativa
delle Autorità competenti che, di fatto, hanno già
iniziato ad adottare una valutazione ampia dei requisiti di
idoneità nell’ambito dello scrutinio delle istanze
autorizzative all’acquisto di partecipazioni qualificate.

Appare inoltre ragionevole attendersi che identiche o simili
previsioni saranno adottate anche per il settore assicurativo che,
a seguito delle recenti modifiche al Codice delle Assicurazioni
Private apportate dalla legislazione di recepimento della
Shareholders’ Rights Directive II, parimenti attende
l’emanazione di un regolamento da parte del Ministero dello
Sviluppo Economico che disciplini i requisiti di onorabilità
e i criteri di competenza e correttezza dei partecipanti al
capitale sociale di imprese assicurativi.

The content of this article is intended to provide a general
guide to the subject matter. Specialist advice should be sought
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